Pronto soccorso affollato

COMUNICATO STAMPA FIALS

                                                                               Trieste 13 marzo 2013

          Azienda Ospedaliera: posti letto esauriti e Pronto Soccorso intasato

Siamo alle solite: anche in questi giorni nei reparti di Medicina i posti letto risultavano esauriti, i pazienti sistemati fuori reparto e il Pronto soccorso intasato, problematiche collegate fra di loro che non trovano ancora una soluzione.

Sembra ormai non faccia più notizia (e questo ci preoccupa) che presso gli Ospedali di Trieste quasi quotidianamente non si trovi un posto letto, che ci siano 40/50 pazienti fuori reparto, che i pazienti rimangano ore e ore barellati presso il Pronto Soccorso affollato al punto da dover trasformare la zona del triage in osservazione temporanea e che molti pazienti, in particolare anziani, sostino sulle barelle anche per molte ore.

E’ frequente che gli organi d’informazione affrontino le questioni sopra citate e questo fa ben capire come i problemi, nonostante gli annunci, i buoni propositi e le ipotizzate soluzioni, ad oggi non hanno ancora trovato risposte certe e concrete.

La FIALS di Trieste non intende abbassare la guardia perché ritiene che né i cittadini né gli operatori sanitari dell’AOUTs, Infermieri, OSS, Tecnici sanitari e ausiliari meritino di convivere quotidianamente con queste gravi problematiche mai risolte.

E’ ormai risaputo che i posti letto nei reparti di Medicina risultano costantemente occupati in percentuali vicine al 100% e di conseguenza i pazienti che necessitano il ricovero, non trovando il posto letto nel reparto più appropriato per le patologie riscontrate, vengono ospitati presso i reparti di Chirurgia, condizionando così anche l’attività chirurgica, inoltre l’assenza di posti letto nei reparti di Medicina limita anche la disponibilità ad accogliere della Medicina d’urgenza e della Pneumologia, in quanto non riescono a trasferire presso le strutture di Medicina i pazienti che hanno superato la fase acuta della propria malattia.

Tale situazione crea inevitabili ricadute negative sull’attività assistenziale nei reparti di degenza e nei servizi e se a queste aggiungiamo la cronica carenza di personale, ben si comprende come le condizioni operative dei sanitari siano ormai ai limiti della sopportabilità.

Questo contesto, a dir il vero poco virtuoso, influisce in modo rilevante sull’attività del Pronto Soccorso, dove l’affluenza giornaliera di pazienti è costante e considerevole, con dei picchi che diventano quasi insostenibili e pericolosi sia per l’utenza che per il personale, il quale deve far fronte oltre alle situazioni di emergenza-urgenza, anche ai casi meno gravi che non trovano risposte presso altre strutture sanitarie, alle attività di filtro messe in atto per evitare il più possibile i ricoveri e all’assistenza dei pazienti che necessitano di un ricovero, in condizioni strutturali non ottimali, ma che proprio a causa della mancanza di un posto letto rimangono in osservazione presso la struttura stessa.

Per dar risposta alla mancanza di posti letto l'organizzazione del Pronto Soccorso si modifica di frequente e negli ultimi tempi, visto il numero elevato di pazienti presi in carico, si è reso necessario trasformare la zona cosiddetta di triage, in un’ area di osservazione temporanea, con tutte le inevitabili difficoltà e l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro per il personale che si è sempre prodigato per garantire ai pazienti, per quanto possibile, un’assistenza adeguata e in sicurezza.

E’ di questi giorni la notizia che le Direzioni di ASS1 e AOUTs si siano incontrate per affrontare le problematiche riconducibili agli accessi in Pronto Soccorso, ai ricoveri impropri ecc…   

A tal proposito è stata attivata una commissione mista, proprio per studiare come intervenire per evitare i cosiddetti ricoveri impropri. Certo a volte il necessario ricovero può rivelarsi improprio se attivato presso una struttura Ospedaliera, ma è anche vero che se non ci sono strutture adeguate in numero sufficiente ad accogliere i pazienti con patologie croniche, come le RSA, il ricovero definito “improprio” diventa pressoché obbligato.

Riteniamo comunque che l’iniziativa sia un po’ tardiva visto che il problema si conosce da molti anni.

Crediamo che il periodo delle analisi e delle verifiche sia finito, ora è necessario rispondere ai cittadini e agli operatori sanitari, ai quali nonostante il perdurare delle situazioni critiche va riconosciuto l’elevato senso di responsabilità e professionalità dimostrati in ogni occasione, non con ipotesi, ma con mezzi e risorse adeguate, adottando interventi concreti e risolutivi che consentano al personale sanitario di lavorare in ogni struttura in condizioni tali da poter esprimere al meglio la propria professionalità e garantire in sicurezza un’adeguata risposta alle necessità di salute dei cittadini.

 

La Segreteria Provinciale della FIALS di Trieste

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